Corde

di Marcello Sannino
documentario, Italia, 2009, 55'

Un film di Marcello Sannino
Prodotto da Antonella Di Nocera per Parallelo 41
Con Ciro Pariso, Geppino Silvestri, Lino Silvestri, Anna Rita De Blasio
Soggetto e sceneggiatura Marcello Sannino
Montaggio Aurelia Longo
Fotografia Marcello Sannino
Musica Riccardo Veno
Montaggio del suono Marco Saitta
Fonico Walter Montagna
Color correction Diego Liguori e Massimiliano Pacifico

Ciro è un giovane pugile di Napoli, dell’antico quartiere Ventaglieri nel centro storico della città. La sua storia è quella di un mite che fa uno sport di sfida cruenta e che aggredisce le difficoltà della sua vita, nella parte di mondo nella quale vive, con tenerezza e silenziosa tenacia, da campione leale. “I campioni non si fanno nelle palestre. Si fanno con qualcosa che hanno nel loro profondo: un desiderio, un sogno, una visione”. Questo concetto di Muhammad Alì racchiude gran parte del senso che sta dietro alla vita ed alle scelte di Ciro, il protagonista della nostra storia. Ciro insegue un sogno, ha un desiderio, ed ha anche una visione. Vivere una vita normale. Il pugilato è il viatico per inseguire il sogno, lo scrigno della volontà; la palestra il luogo di diverse visioni della realtà.
Albert Camus vedeva la boxe come uno sport “assolutamente manicheo”. Non lo considerava un gioco, come il calcio o il tennis, ma “un rito che semplifica tutto. Il bene e il male, il vincitore e il perdente”. La dicotomia di cui parlava Camus si realizza in pieno nella storia di Ciro, tenerezza e rabbia, vittoria e sconfitta. I silenzi, il respiro, i corpi, i ring, le urla dei tifosi-bambini tutti per Ciro, la sua tenerezza contrastante con la rudezza del mondo della boxe, la sua faccia, i dialoghi monosillabici con la madre e con Annarita, la sua fidanzata.. I due maestri, Geppino Silvestri, uno dei più grandi maestri italiani e suo figlio Lino, che si sono presi cura di lui fin da tredicenne. Diventa un vero atto di resistenza, quando si è lasciati così soli, con responsabilità premature e con uno Stato che non ti conosce e non ti riconosce. Ma Ciro vuole farcela, si avvilisce, si chiude, poi trova la forza e riparte. Più che un documentario sulla boxe, un’opera sulla crescita.

 

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Premi e Festival

  • Torino Film Festival - Premio Speciale della Giuria Italiana Doc, Premio Avanti, Menzione Speciale UCCA
  • Bellaria Film Festival - Premio Speciale della Giuria e Premio “Casa Rossa Doc” Miglior Doc
  • Festival INDOXX 2010 - Primo Premio
  • SalinaDocFest 2010 - Premio “Tasca d'Almerita” Miglior Doc, Premio Selezione “Il documentario in sala” Menzione Speciale “Obiettivi sul Lavoro” 2010
  • Festival Terra di Cinema 2011- Tremblay-en-France - Menzione Speciale-GrandPrix
  • Napoli Film Festival 2010 - Miglior Regia
  • Euganea Film Festival 2010 - Premio Speciale della Giuria

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